idiotas

di eimuntas nekrosius

Ci sono spettacoli che si possono raccontare e spettacoli che è impossibile raccontare. Spiegare perché dopo una recita di cinque ore, ci sia una platea stretta nelle fauci di una tensione emotiva feroce, o perché alla fine i tanti presenti facciano partire un applauso che dura quasi cinque minuti, con standing ovation a un gruppo di attori straordinario, e perché il connubio fra il regista Eimuntas Nekrosius e gli attori del Meno Fortas Theater di Vilnius sia un equilibrato esito magico è complicatissimo.

 

Il linguaggio registico di Nekrosius può poi, come legittimo, trovare maggior o minor adesione estetica da parte del singolo spettatore, ma è indubbio se ne esca con la consapevolezza di aver assistito ad un kolossal, filato via senza un attimo di respiro, formalmente coerente e compatto in ogni sua parte, recitato e diretto in modo ineccepibile. 

 

Idiotas_photo- Dmitrij Matvejev C (10)
Coproduttori Vilnius – European Capital of Culture 2009, Fondazione Musica per Roma, International Stanislavsky Foundation, Moscow, Dialog Festival – Wroclaw, Baltic house Festival – St. Petersburg

In collaboration with Lithuanian Ministry of Culture e Aldo Miguel Grompone, Roma

Ha detto la critica:

Nekrosius, gran teatro per un Dostoevskij da ricordare

Domenico Rigotti (L’Avvenire)

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Un viaggio dentro i meandri della mente, nei segreti delle pulsioni erotiche dei protagonisti per rappresentare una vita che non può essere fermata ma solo rappresentata o sublimata.

Una specie di «melodramma » dove il racconto scenico inventato dal grande regista lituano, si snoda lungo una linea musicale che non è mai banalmente una colonna sonora ma un linguaggio «altro», una specie di vertigine che prende i personaggi, un grande punto interrogativo sui temi più profondi dell’esistenza. Maria Grazia Gregori (L’Unita)

 

… il grande spettacolo raggiunge il massimo nella terza parte dove il formalizzarsi assoluto dello spazio coincide con l’evocazione del sogno e con il gioco delle sonorità, tutto si fa astratto, l’azione si ferma e il dramma trova il suo posto nell’assoluto del pensiero. Franco Quadri (Repubblica)

Dopo l’acclamatissima Anna Karennina, Nekrosius torna a rivolgersi all’amata litteratura russa dell’ottocento affrontando stavolta L’Idiota di Dostoevskij. Il risultato è a dir poco impressionante, forte, teso, imponente, … sorretto da un’intensità che non viene mai meno.

La rappresentazione si articola in quattro atti di taglio diverso. Ciascuno di essi culmina in un vertice di violenza emotiva: nel primo la furiosa pioggia di monete che si riversa su Nastassia Filippovna, nell’ultimo l’aghiacciante specchio-pendolo che oscila intorno a lei prima che Rogozin la uccida. I due atti centrali sono invece dedicati a frugare nell’anima dei protagonisti, sviluppando un febbrile sottotesto di sogni, allucinazioni, danze spettrali. Renato Palazzi (Sole 24 ore)

 

E’ da qui che nasce la potenza visiva del teatro di Nekrosius, la stessa che ritroviamo in questo Idiotas e che abbiamo imparato a amare nelle magnifiche visioni delle cecoviane Tre Sorelle e nei capolavori shakespeariani. Ascoltiamo i personaggi dire il dolore della loro indecisione, e la violenza di un destino che li condana tutti, anche chi cerca disperatamente, come Myskin, la bontà, col puntiglio di distinguere tra innamoramento e compassione. Li ascoltiamo e ne veniamo sedotti. Nekrosius ci mette davanti a cio che consciamo per esperienza e ci rivela qualcosa di segreto. In questi frammenti, la condizione politica si fa poesia, o forse viceversa, reinventando una necessità del teatro nello sguardo dello spettatore. Cristina Piccino (Il Manifesto)

Spettacolo in lingua lituana con sovratitoli in italiano della durata di 5 ore con tre intervalli.

 

 

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