jesus

di babilonia teatri

“Abbiamo sempre detto che col nostro teatro non volevamo raccontare storie. Ma poi è’ arrivata la fiaba di Pinocchio. E le abbiamo con stupore dato vita parlando di chi quella vita l’ha quasi persa ma ci è restato aggrappato ed è rinato.

Poi di nuovo e ancora una storia, quella di Lolita, per parlare di un mondo feroce che spazza via tutto anche i sogni di una ragazzina.

Due storie diverse ma con una caratteristica comune molto forte, quella di essere molto popolari. Non nei dettagli o nella precisa successione degli eventi ma Pinocchio e Lolita sono entrati nell’immaginario collettivo e sono in grado di aprire mondi semplicemente nominandoli.

Viene da se a questo punto arrivare alla storia più nota, quella più pop, quella che tutti conoscono, un personaggio così familiare da conoscerne nascita vita e morte.

Gesù. E la sua storia sono i vangeli. Quattro vangeli che narrano con lievi differenze la vicenda Gesù dalla nascita nella stalla con bue e asinello alla morte in croce sul golgota.

Di questa storia sappiamo tutto. E’ impressionante. Conosciamo il protagonista, i coprotagonisti , gli antagonisti, le comparse, conosciamo le vicende, come si sono susseguite, chi ha vinto, chi ha perso, chi ha detto cosa e cosa ha detto chi.

Se provassimo a fare il gioco di elencare tutto ciò che ricordiamo di Gesù credo che faremmo fatica a fermarci. La stalla, l’angelo che annuncia, i re Magi, i pastori, il battesimo, beati i poveri, i 12 discepoli, la guarigione del lebbroso, Lazzaro alzati e cammina, il buon samaritano, le parabole, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù che cammina sulle acque, il bacio di giuda, la pecorella smarrita, l’ultima cena, san Tommaso,le nozze di Cana, la via crucis, il golgota, barabba, il sepolcro vuoto, la croce, la resurrezione, la lavanda dei piedi , pilato, erode… Non riesco a trovare nient’altro nella mia memoria che conosco così bene.

Da beautiful alla mia tesi di laurea tutto mi appare più sfuocato.

Gesù no. E’ scolpito nella mia mente. Nei miei ricordi. Le sue frasi mi hanno accompagnato, cresciuto, plasmato. Senza saperlo. Con un po’ di catechismo e qualche sacramento. Ma soprattutto Gesù mi ha consolato, mi ha coccolato, mi ha tenuto calma e serena, anche lui ha sofferto, ha vissuto, ha lottato e poi alla fine anche lui è’ morto. Ma con happy end. Morto e risorto. Non mi devo preoccupare, non devo aver paura, tutto si sistemerà, saremo di nuovo tutti insieme un giorno. Per una vita vera. Al di là delle nuvole.” (Valeria Raimondi)

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