jan fabre troubleyn

attends, attends, attends … (pour mon père) | monte olympus/24-hours |

FABRE_The-power-of-2848343-480x720Artista visivo, performer, scultore, coreografo, regista, scrittore, Jan Fabre è da oltre vent’anni una delle personalità più rilevanti della scena europea, promotore di una ricerca artistica completa, tesa ad oltrepassare con pervicace spirito di provocazione le barriere espressive e morali del suo tempo.

Dopo aver studiato all’Istituto di Arti Decorative e Belle Arti e all’Académie royale des Beaux-Arts d’Anvers, all’inizio degli anni ’80 dirige ad Anversa i suoi primi spettacoli: Theatter geschreven met een K is een kater e This is theatre like it was to be expected and foreseen (Questo è teatro come ci si doveva aspettare e prevedere), spettacolo che, soprattutto per la sua lunga durata, (otto ore, dal tramonto all’alba), colpisce il pubblico e gli procura un’immediata notorietà. Nel 1984 presenta alla Biennale di Venezia The power of theatrical madness (cinque ore) che connota ancora più chiaramente il suo stile eccessivo e “crudele”, e conferma la tendenza totalizzante e interdisciplinare della sua ricerca. Alla rassegna Documenta 8 di Kassel propone la prima coreografia per Dance Sections, preliminare alla realizzazione di Das Glas im Kopf wird vom Glas, presentato nel 1987 al Roma-Europa Festival. Seguono Prometheus Landscape (1988), The interview that diesThe Palace at four o’clock in the morningThe reincarnation of God, (1989),The sound of one hand clapping, quest’ultimo basato su frammenti musicali di Dave Knapik, Bernd Zimmermann e dei Doors. Negli anni ’90 realizza Silent ScreamsDifficult Dreams (presentato a Kassel a Documenta IX nel 1992), Sweet TemptationsUniversal Copyright 1&9 e Glowing Icons.

Seguono Preparatio Mortis (2007 > 2009), Prometeus landscape II (2011), Drugs Kept me alive con l’interprete Antony Rizzi (2012), i riallestimento storici Re-enactment Creation 1982-84, con The Power of Theatre Madness e This is Theatre like it was expected and foreseen. Poi l’opera The Tragedy of a friendship, il solo per Cédric Charron Attends, attends, attends … (pour mon père) e la nuova creazione a cui sta lavorando Monte Olympus 24-Hours Project.