il digiunatore

di eimuntas nekrosius

Fu l’ultimo lavoro di Franz Kafka, uno dei pochissimi che lo scrittore volle pubblicare in vita. Divorato dalla malattia, ne rivedeva le bozze il 2 giugno 1924, il giorno prima di morire, nel sanatorio di Kierling presso Vienna, lasciando a Max Brod la disposizione di dare alle fiamme tutti i manoscritti inediti e di impedire nuove edizioni di quelli già pubblicati. L’amico non tenne conto delle sue ultime volontà, e “Un artista del digiuno” (Ein Hungerkünstler) vide la luce nello stesso anno.

Nekrosius prende spunto dall’ultimo racconto di Kafka, per indagare nel nostro inconscio,  per vedere nel nostro sguardo, nei nostri occhi il vuoto e il bisogno di nutrimento, e la nostra fame di capire e di amare.

Nel testo c’è già qualcosa di teatrale. E non solo per via del protagonista, fenomeno da baraccone che si esibisce per il pubblico di un circo. Tutto il racconto ha un’ambientazione che pare ricreata sulle assi di un palco, tanto fissi ed essenziali sono i suoi elementi scenici. Una gabbia con una pendola, un giaciglio di paglia, qualche fiaccola: scena minimale, da opera beckettiana, e ogni oggetto è illuminato dalla sua fisicità e funzionalità simbolica e narrativa.

Uno sfondo povero ma potentemente evocativo non molto dissimile dall’apparato scenografico in cui lo scrittore più amato da Kafka, Gustave Flaubert, aveva ambientato le visioni di un altro celebre digiunatore.

Una parabola ironica e sarcastica sull’eternamente inattuale “missione” dell’artista, sulle sue contraddizioni e sulle sue mancanze. Un testo che si legge in una ventina di minuti, caso unico negli spettacoli di Nekrosius,  promete un’inedita breve durata.

La prima mondiale è prevista a novembre 2015. Sono previste delle prove aperte al Festival Baltic House di San Pietroburgo il 4 e 5 ottobre 2015.

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