note sulla nuova creazione di emma dante

Bestie di scena

scritto e diretto da Emma Dante

Vi prego, la battuta ditela come l’ho detta io; sciolta, in punta di lingua.

Se la urlate come fanno tanti attori, tanto varrebbe chiamare un venditore ambulante. E non falciate l’aria con le mani, calma! Perché nell’onda, nella tempesta, non so come dirvi, nel vortice della passione, dovete trovare un equilibrio che renda quella tempesta fluida come musica.

Amleto.

“bestie di scena” prevede un’indagine sul significato dell’essere attore, sulla natura fragile e complessa del suo divenire. “attori” intesi come esseri nell’atto, artefici di un’azione che muore nell’istante in cui nasce.

È un progetto che racconta l’impossibilità di recitare, il fallimento dell’agire e il profondo disagio di mostrarsi nudi davanti a una platea di spettatori protetti dalla maschera sociale.

L’attore è colui che si scaglia sulla scena spinto da una forza sovrumana. Varcato il confine, l’attore rinasce, rompe la membrana dei polmoni e del diaframma e respira come se respirasse per la prima volta. A poco a poco si ambienta sul palco e quando incrocia lo sguardo del pubblico diventa puttana e assassino, fotte il personaggio e poi lo uccide.

L’attore è l’ingegnoso nemico di se stesso, il predatore che si fa preda…

Indago la sua nudità, l’essenza, la sua natura bestiale, il palcoscenico che insozza e dal cui recinto non può uscire.

Il palco è nudo, delimitato da un fondale e sei quinte. Nel girone dell’inferno un gruppo di anime espia la colpa: attori peccatori camminano in cerchio, avvinghiati gli uni agli altri, nudi, lenti; prigionieri dei loro marcantonii dall’aria ispirata, delle loro giuliette giovani e belle, delle nutrici grasse, dei macbeth dalle mani tese, prigionieri delle convenzioni, dei tic, delle nevrosi collettive, non riescono più a uscire di scena.

“Attore, fermo! non ti muovere! Non tormentare quel mignolo, rilassa le spalle, guardami! Ora guarda lei! piano piano… come in un sussurro… Eccoti, Otello! Guardala! Lei è nuda. si vergogna. Ti stava aspettando. Non le credi. Ti convinci che è l’altro che aspetta. Il tuo sguardo si riempie di pensieri cattivi. Monti l’odio. Ti prepari a uccidere. Nascondi le sue nudità con le tue mani. La soffochi. Stringi la sua gola, stringi veramente, con tutta la forza che hai…. “