la scortecata

di emma dante

Emma Dante lavora a Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile, partendo dalla lingua napoletana del “giuglianese” del Seicento, per allestire la favola La Scorticata.
 
Il progetto è prodotto dal Festival dei Due Mondi e verrà presentato in prima mondiale a Spoleto a Luglio del 2017.
La vecchia scortecata
La scortecata

Liberamente tratto da: lo cunto de li cunti

Di Giambattista Basile

Testo e regia

Emma Dante

Con

Carmine Maringola

Salvatore D’Onofrio

Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, noto anche col titolo di Pentamerone (cinque giornate), è una raccolta di cinquanta fiabe raccontate in cinque giornate.

Prendendo spunto dalle fiabe popolari, Giambattista Basile crea un mondo affascinante e sofisticato partendo dal basso. Il dialetto napoletano dei suoi personaggi, nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, produce modi e forme espressamente teatrali tra lazzi della commedia dell’arte e dialoghi shakespeariani.

La scortecata è lo trattenimiento decemo de la iornata primma e narra la storia di un re che s’innamora della voce di una vecchia, la quale vive in una catapecchia insieme alla sorella più vecchia di lei. Il re, gabbato dal dito che la vecchia gli mostra dal buco della serratura, la invita a dormire con lui. Ma dopo l’amplesso, accorgendosi di essere stato ingannato, la butta giù dalla finestra. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da lì passano due fate che le fanno un incantesimo e diventata una bellissima giovane, il re se la prende per moglie. L’altra sorella, vecchia decrepita, invidiosa della fortuna sua, per farsi bella si fa scorticare e muore.

In una scena vuota, dalla narrazione in terza persona fino all’immedesimazione con i personaggi, due uomini, a cui sono affidati anche i ruoli femminili come nella tradizione del teatro settecentesco, drammatizzano la fiaba incarnando le due vecchie e il re. Basteranno due seggiulelle per fare il vascio, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia, una finestra per piglià nu poco d’aria, un mantello per il re, un lenzuolo per il letto regale e una tovaglia per il banchetto nuziale.

La lingua di Basile si presta molto alla musicalità e il racconto sarà incentrato sul ritmo, come una partitura metrica, cercando di dare verità alle battute senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura. Umorismo, volgarità, terrore saranno gli elementi principali di questa fiaba rivolta a tutti coloro che, nella vita, sono riusciti ad invecchiare senza diventare adulti.

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