Jan Fabre presenta l’anteprima mondiale della sua nuova creazione al Napoli Teatro Festival

In questo nuovo lavoro Jan Fabre metterà al centro della sua attenzione il complesso volto del Belgio.
Terra di sepoltura, di scontri cruciali e di battaglie e sconfitte storiche, dove giacciono spade e baionette e corpi di soldati che furono semi nella sabbia che resero questo paese fertile nelle arti.
Questa  piccola e brutta terra, fin troppo umiliata eccelle e trascende i suoi limiti nella poesia e letteratura con Hadewijch e John of Ruusbroec, terra di Rubens, Rogier van der Weyden, e Jacob Jordaens, di Bosch, Breughel, maestri che ci hanno insegnato a guardare oltre i limiti della realtà.
Ma anche la terra di Felicien Rops e di Magritte che ci insegnò che le cose non sono come si vedono.
Per questo progetto Jan lavorerà con 15 interpreti di teatro, danza e musica per dare un ritratto della ricchezza di questo cretto, dei suoi personaggi, delle sue feste, del suo quotidiano, del consumismo da patatine fritte e maionese, e del contrasto con la forza della sua creatività contemporanea.
Un selfie della sua terra natale.
Farà parte del progetto Raymond van het Groenewoud che comporrà le canzoni e le musiche dello spettacolo.
Teatro Politeama, 1 e 2 luglio 2017