raffaello sanzio

giulio cesare | minister’s black veil |

Romeo Castellucci, Chiara Guidi e Claudia Castellucci fondano, giovanissimi e con altri compagni, una compagnia di teatro che si incontra in un vecchio deposito di Cesena. La formazione scolastica dei tre è artistica e letteraria. E’ a partire dal 1981 che si stabilizza definitivamente il nucleo artistico e che la Compagnie assume il nome di Socìetas Raffaello Sanzio.

I primi spettacoli si basano su scritti interni alla Compagnia, tra cui “SANTA SOFIA. THEATRO KHMER’ del 1985, manifesto di un teatro neo-platonico e iconoclasta che, come primo obiettivo, ha quello di colpire la rappresentazione stessa, colpevole di duplicare la realtà. E’ a partire dal 1989 che la Compagnia si affida a figure antiche e immutabili come quelle descritte dei testi mitologici di “LA DISCESA DI INANNA (1989), “GILGAMESH” (1990), e “ISIDE E OSIRIDE” (1991) e ciò per proseguire il discorso di affrancamento della realtà, predeterminata dalla tradizione borghese. In questi anni si mette a fuoco un sistema teatrale che privilegia la visione rispetto al testo, cioè l’aspetto più immediato e viscerale dell’espressione teatrale, ma anche il più impegnante l’intelligenza razionale. Vi è una polemica in atto contro la tragedia, ritenuta l’origine di quel teatro letterario portato a moderare le istanze umane più inquietanti, che prima di essa; venivano espresse attraverso rappresentazioni collettive.

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 E a partire dalla tragedia che il teatro diventa succube di un Autore che, firmando le proprie opere, le consegna all’inerzia della pagina e all’abbandono della comunicatività più radicale, legata, essenzialmente, al corpo. Per questo motivo a partire dal 1989 in quasi tutte le opere della di Socìetas Raffaello Sanzio, è presente la nuda vita dell’animale, che viene a confondere l’ordine del palcoscenico.

In “ GILGAMESH” l’iconoclastia, intesa come liberazione dalla tradizione, viene sospinta ad attaccare anche le icone contemporanee di questo potere, come i mezzi di comunicazione di massa. Così si ha una fuga dal teatro e dal sistema delle riproduzioni. Nulla deve precedere e rimanere oltre la sola rappresentazione: non foto, non video, non articoli di presentazione.

Dal 1988 prende il via a Cesena una SCUOLA TEATRICA DELLA DISCESA, di durata perenne, fondata secondo una visione maieutica del teatro.

La di Socìetas Raffaello Sanzio pubblica in questi anni diversi libri di teoria teatrale, tra cui il “IL TEATRO DELLA SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO. Dal teatro iconoclasta al teatro della super-icona”, coedito con la UbuLibri, Milano.

Nel 1992, dopo tutta l’offensiva scagliata contro la tradizione, e con una scelta smaccatamente contraddittoria, la di Socìetas Raffaello Sanzio, mette in scena il culmine della tradizione teatrale occidentale: l’AMLETO di Shakespeare. “AMLETO. LA VEEMENTE ESTERIORITA DELLA MORTE DI UN MOLLUSCO” uno degli spettacoli-chiave della Compagnia, perché qui il lavoro dell’attore segna il varco di un limite oltre il quale il teatro assume una radicale risignificazione. Qui Amleto come un bambino autistico che, benché sopraffatto dall’ostilità di un mondo che non lo vuole, riesce a sopravvivere, cioè a costruire una nuova genealogia, un nuovo tempo e un nuovo linguaggio.
Elaborando la coesistenza di essere e non essere, Amleto distrugge l’ordine familiare e politico.
Sempre nel 1992 la di Socìetas Raffaello Sanzio comincia a essere attratta dalla concezione di un teatro infantile emulando anche un certo grado di letteralità che i bambini imprimono nei loro giochi mimetici.

Tutto ciò viene evocato nella fiaba drammatica è destinato a essere quanto più possibile letterale: sentieri, caverne, greggi di pecore, come ne “LE FAVOLE DI ESOPO” di questo anno, dove prendono parte trecento animale di diverse specie. La scommessa è anche quella di portare l’animale nel cuore della città, opponendosi a una cultura di separazione tra uomini e animali. Gli spettatori entrano dentro le scenografie, che sono veri e propri ambienti ricostruiti. Nel 1993 il monumentale allestimento di “HAENSEL E GRETEL”. Un enorme tunnel si snoda e tocca i vari ambienti della fiaba che, come per le altre rappresentazioni di teatro infantile, raggiungono un alto grado di realismo, comprendendo tutti i sensi della percezione.

Nel 1998, in occasione del riallestimento speciale di “Haensel e Gretel” al Teatro Valle di Roma, la compagnia riceve il “Premio speciale UBU per il Teatro Infantile” a cura di Chiara Guidi.

In “ MASOCH. I TRIONFI DEL TEATRO COME POTENZA PASSIVA, COLPA E SCONFITTA” (1993) l’attore è il masochista che mette in scena la propria impotenza a creare veramente un’altra realtà, e tuttavia questa sconfitta coincide con la propria potenza comunicativa. Il 1994 l’anno nel quale il Ministero dello Spettacolo tenta di impedire il lavoro della Compagnia su tutto il territorio nazionale, attraverso la revoca del pubblico contributo. La compagnia festeggia questo provvedimento con una “FESTA PLEBEA” di quattro giorni e organizza a Cesena un “CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA CENSURA TEATRALE IN ITALIA”, ottenendo per questo anche il Premio Ubu 1994 per la “Resistenza”.

Nel 1995 si mette in scena l’intera trilogia dell’“ORESTEA”, che progetta la coincidenza assoluta tra corporeità e comunicatività. La finzione è posta nella abnorme verità corporea dell’attore. La macchina scenica utilizza la tecnologia per dare vita alle forme del sogno. Questo spettacolo proietta la Socìetas nei palcoscenici di tutta Europa e riceve il Premio Masque d’Or 1997, come miglior spettacolo straniero dell’anno in Canada (Quebec).

Dal 1995 il luogo di lavoro e di rappresentazione della Socìetas è il TEATRO COMANDINI, una vecchia scuola meccanica, del centro storico di Cesena, da essa restaurata.

Qui avvengono anche i convegni e tutte le attività.
Il 1997 l’anno di “GIULIO CESARE” visto alla luce di una grande e trasversale forza spirituale contemporanea: la retorica.

Gli attori rappresentano, confondendolo; il confine tra realtà e finzione a cominciare dalla loro presenza fisica. Questo spettacolo, coprodotto dal Wiener FestWochen di Vienna e dal Kunsten Festival Des Arts di Bruxelles, ha ricevuto il Premio Ubu 1997 come migliore spettacolo dell’anno.

A partire dal 1988 la S.R.S. conduce diverse scuole sperimentali: una per bambini e una per giovani che si concludano nel 1999.

“GENESI from the museum of sleep” (1999) è composto da tre Atti che rappresentano tre momenti distinti della generazione del mondo che fondono la Bibbia con la Storia Umana: Il Principio di Tutto, come la fase latente e ancora indistinta della potenza che precede la creazione di qualsiasi cosa, ma che contiene anche la minaccia della distruzione. Auschwitz, intesa come esperienza di negazione massima e insuperabile della Genesi che l’Umanità ha storicamente provato. Il fratricidio di Caino su Abele, visto secondo lo sguardo tragico di un destino incomprensibile, ma condotto fino in fondo.
Lo spettacolo è frutto di una coproduzione internazionale fra Holland Festival, Zuercher Theater Spektakel, Hebbel Theater, Le Maillon-Theatre de Strasbourg, Perth International Arts Festival e Centre Dramatique Nationale di Orléans.

“VOYAGE AU BOUT DE LA NUIT” (1999), ispirato all’omonimo capolavoro dello scrittore francese Louis Ferdiand Cèline, è un concerto dove il romanzo di Cèline è affrontato seguendo i movimenti i timbri di una sinfonia che affida alla vocalità e alla musica strumentale il significato delle frasi. Lo spettacolo è stato coprodotto con il REF-Roma Europa Festival.

Il gruppo della Raffaello Sanzio poi percorre una ricerca sulle città e gli stadi del cambiamento del’opera, con la Tragedia Endogonidia, un ciclo composto da 11 episodi da presentarsi in tre anni, e che vede includere la propria città di Cesena, per poi seguire un’itinerario a Avignone Bruxelles, Berlino e altre.

Da questo momento il gruppo intraprese un evoluzione della propia esistenza, proponendo lavori creati separatamente dai singoli autori del gruppo.

Cosi Romeo crea Hey Girl! a cui seguirà la creazione per il festival di Avignone il progetto Inferno, Purgatorio e Paradiso, e poi il Ciclo Il Velo Nero del Pastore di qui risalta il polemico spettacolo Sul Concetto del Volto del figlio di Dio..

Claudia si dedica alla scrittura, alla formazione e alla grammatica dell’ arte figurativa.

Chiara percorrera una nuova ricerca sulla vocalità e il suono nel teatro, creando The Cryonics Chants con le musiche di Scott Gibbons e coprodoto dai più importanti festival d’Europa, e poi con lo stesso Gibbons “La ultima volta che vidi mio padre, e infine l’ultim a creazione Macbeth su Macbeth su macbeth, uno studio per la mano sinistra.

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