Moving with Pina

Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch.

Cristiana Morganti presenta estratti del repertorio del Tanztheater, decompone la struttura degli assoli, parla del rapporto tra emozione e movimento nelle coreografie di Pina Bausch. Insegna, spiega, trasmette.

Però Cristiana non ha mai la supponenza di una conferenziera: è un’artista empatica, maliziosa e dotata di humour. Ha compreso veramente il mondo di Pina, vivendolo con la mente, le emozioni e con il corpo. Ma ce lo narra come se per noi fosse un ambiente naturale, “semplicemente” da ritrovare, e lei ci stesse conducendo, con amicizia e confidenza, dentro una genuina parte di noi stessi: un luogo riconoscibile e importante, abitato dal tempo dei sogni e delle fiabe.

Un invito a viaggiare nell’unico universo di Pina Bausch

La Stampa:

C’e nello spettacolo un filo che si riannoda lentamente man mano che la danza evoca i ricordi, le tante esperienze vissute.  Ne esce un affresco composito mai didascalico o ripetitivo. Ogni passo di danza, ogni parola esclamata evoca immagini, suoni, silenzi di quel mondo fatto di fatica, energie, sogni e creazioni che popolavano la fantasia di Pina Bausch. LìEspresso Roberto Rinaldi

Applaudissimo omaggio. Moving with Pina non ha nulla di commemorativo, nulla della nostalgia polverosa che cristallizza il ricordo in un’immagine statica. È invece uno spettacolo vivace e ironico, carico di forza e intensità, da cui emerge il ritratto di un genio della danza e del suo modo di lavorare. Il Giornale di Vicenza

  Si entra e si esce nel mondo di Wuppertal attraverso i racconti, gli assoli, tante piccole, meravigliose rivelazioni sul lavoro di Pina con i suoi danzatori.Cristiana mette in luce dall’interno la genialità della scrittura di movimento della Sagra; ripercorre alcune delle famose domande da cui nascevano le improvvisazioni dei danzatori; esibendosi con gli oggetti feticcio di tanti pezzi di Bausch che ci hanno toccato il cuore negli anni. Francesca Pedroni Il Manifesto.