Leonardo Manzan

Glory Wall

Romano di origine, è diplomato alla Paolo Grassi come attore. Inizia il suo percorso come regista insieme ai compagni di accademia creando “It’s app to you” (Premio Inbox 2018).

Sostiene un teatro fortemente meritocratico e progettato per rendere possibile uno scambio di energia attraverso dei tentativi di attivazione del pubblico, naturale destinatario del suo lavoro.

Il suo immaginario scenico non prescinde mai del contesto e dello spazio in cui viene presentato. Dunque le repliche delle sue creazioni, richiedono spesso un adattamento allo spazio e al contesto dove si presentano.

Nelle vesti di regista e autore sono da segnalare due creazioni che lo hanno reso noto al pubblico, “Cirano non deve morire” vincitore della sezione Registi under 30 della Biennale di Venezia 2018 e Glory Wall premiato come miglior spettacolo dalla giuria Internazionale della Biennale di Venezia 2020.

i suoi sono spettacoli sono piuttosto caotici, rumorosi , sovraccarichi di un’energia che con violenza si scarica addosso allo spettatore, cogliendolo alla sprovvista.

Leonardo, infatti, osserva con crudo cinismo la realtà teatrale contemporanea e non sembra avere paura del vuoto che vede attorno, o meglio crede importante constatare l’irrilevanza e la marginalità del teatro, e prenderne atto. È per questo, infatti, che  con l’irruente fermezza dettata dalla sua indole polemica – ama provocare i suoi interlocutori affermando che «se il teatro non ha più nulla da dire, sarebbe meglio tacesse”